Réseau Entreprendre Lombardia
C/O AC - Avvocati - Commercialisti
Milano 20123
Tél.+39 0287287800
Réseau Entreprendre Lombardia
45.4612, 9.1878
  • Home >
  • Notizie >
  • START UP E DONNE, REL E PWA ASSIEME PER PARLARNE
Torna alle notizie >>

28/09/2016

START UP E DONNE, REL E PWA ASSIEME PER PARLARNE

“Women and start up, are you ready?”: domanda attuale degna di puntuale risposta. PWA in collaborazione con REL, l'ha fornita mercoledì 21 settembre in una serata in cui preconcetti, frasi fatte e, soprattutto, autocommiserazione, sono rimaste fuori dalla sala. Spazio solo a discorsi concreti sul presente e sul futuro di donne neo imprenditrici, proprio in compagnia di tre di loro. Carmen Bobbiesi di PerSEOweb, startup convalidata da REL, Monica Regazzi di Homepal e Martina Cusano di Mukako. A moderare l'incontro, la nostra associata Cristina Gianotti, intervistata a caldo sull'incontro.

Cosa l'ha colpita maggiormente di ciascuna delle esperienze raccontate?

Carmen di PerSEOweb ha citato il “licenziamento”: non è facile in Italia parlarne ma è un evento che gioca un ruolo importante nel decidere di imboccare la difficile strada imprenditoriale. Scatena la voglia di rivalsa: non hai niente da perdere, puoi focalizzare le tue energie per ripartire. Purtroppo a volte non si riesce a capire il motivo e non si impara niente dal licenziamento, altre invece si capisce anche troppo bene il motivo: una donna con due figli in tempo di crisi è a rischio in azienda.

Monica di Homepal ha parlato di cambio di status e di soldi guadagnati, una prova del coraggio che spesso distingue una donna da un uomo, di fronte alla scelta imprenditoriale.

Martina di Mukako ha confessato di “non sentirsi mai pronta”. Quante volte le donne sono più pronte degli uomini in azienda e non viene loro riconosciuto? A volte un evento importante, nel suo caso la doppia maternità, ci spinge a decidere e buttarci!

Cosa le accomuna?

Tutte e tre hanno voglia di imparare sempre, e quindi umiltà, nonché coraggio e determinazione. Sono consapevoli di saper fare quello che fanno gli altri e di poter scegliere per avere di meglio secondo i loro parametri e non quelli dettati da una società maschilista. Sono colte e aggiornate: internet è uno strumento dei nostri tempi, come lo sono stati i pantaloni, i capelli corti, gli studi, l'auto negli anni '50. Sono mature ed equilibrate, con famiglia, figli: un nucleo ristretto familiare unito è un punto di forza di fronte a scelte di vita importanti.

Di incontri del genere, “di genere”, ce ne sono abbastanza in Italia? E all'estero?

PWA è una realtà in Italia attiva da decenni e anche molto accessibile, ci sono anche altre associazioni di donne, ma sono centrate a Milano e a Roma, già a Torino non mi risultano. PWA appartiene a EPWN in Europa, in Francia sono molto attivi, per esempio, e anche i paesi anglofoni hanno un'educazione e una cultura del networking da cui imparare. C'è chi è contrario alle “cose” di genere, io sono a favore: se aspettiamo che siano gli altri ad accorgersi di noi… passano altri millenni.

Una start-upper donna oggi è svantaggiata in Italia?

Una donna in Italia è svantaggiata in generale, ma c'è di peggio: l'Oriente, il Medio Oriente, l'Africa. Le start-up sono un fenomeno moderno e tecnologico, se la modernità dovrebbe favorire le donne in termini di atteggiamento e apertura, la tecnologia no: dicono che le donne non studiano le materie scientifiche.

Come agire per cambiare la situazione?

Aggiornarsi, studiare. Fare studi scientifici/economici. Partecipare a network e non isolarsi. Investire senza pensare di essere sfruttate e senza pensare di volere subito qualcosa in cambio. Stare nei luoghi “cool” (consiglio la lettura del libro di Enrico Moretti sulla Geografia del Lavoro). E poi viaggiare all'estero, anche solo per turismo, con la mente aperta per capire, assorbire, comprendere.

 

Di Marta Abbà